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Viaggio a Napoli: paradiso abitato da diavoli, scugnizzi e brava gente

by il Vagamondo / Campania / città d'arte / 12 ott 2018

Se hai deciso di passare le tue vacanze a Napoli anche se solo per un breve weekend, la città, pur tra mille controversie e contraddizioni, ha molto da offrire. Va però fatta una sola precisazione. E’ inutile cercare di capirla nei suoi particolari o nei comportamenti dei suoi abitanti, la città di Napoli va presa così com’è. Fareste solo dalla facile psicologia, sterile e inopportuna. Ci siamo nati, vissuto per decenni, lauree e studi in scienze sociali e non si è mai capita del tutto, figurarsi chi si avventura da queste parti per qualche giorno e in vacanza, per giunta. 

Napoli è fatta di sensazioni, emozioni, sorprese, atmosfere e poesia. Nel positivo e nel negativo. La regola del buon sorriso e una distaccata cortesia possono andar bene, come nel resto del mondo, né più né meno.


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Premesso ciò, prima di iniziare la visita di Napoli, per avere un colpo d’occhio sulla città, ottima la storica funicolare che parte da Montesanto, inaugurata nel 1891, che porta sulla collina del Vomero, dove potrete raggiungere la Certosa di San Martino da cui si ammira uno straordinario panorama sul Golfo di Napoli. Non perdete di visitare la Chiesa della Certosa, il Museo Nazionale e il Chiostro.

Ritornati a Montesanto, prima di recarvi verso il centro storico, fatevi un giro del mercato della Pignasecca, dove c’è uno dei mercati più noti della città: bancarelle che si mescolano a negozi di salumeria, panifici, pasticcerie, storiche friggitorie, trattorie e tripperie come “Fiorenzano” e “Le Zendraglie”. Al termine del passeggio, raggiunta Piazza Bellini, la piazza della movida del centro storico, cominciamo la visita della città e del suo centro storico; il decumano inferiore, la strada comunemente chiamata "Spaccanapoli" perché divide in linea retta la città antica tra il nord e il sud e ben visibile dalla terrazza di San Martino.


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Da vedere immancabilmente: Piazza del Gesù con l’incantevole Obelisco dell’Immacolata e la Chiesa del Gesù Nuovo, il Monastero di Santa Chiara e l’Imperdibile visita al Chiostro delle Clarisse che, con le pareti affrescate e i caratteristici muretti decorati da maioliche, è una delle parti più belle del complesso. Proseguendo su Piazzetta Nilo c’è l’omonimo bar con l’altarino di Maradona, El Pibe de Oro, una teca con la foto di Maradona e un suo presunto capello. Qui i tifosi, prima di una partita importante, si recavano per chiedere la “grazia“. Obbligo mettersi in fila per farsi una foto e poi come invita a fare un cartello, prendersi un caffè come partecipazione alle spese.


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Piazza San Domenico Maggiore, opera di Alfonso I d’Aragona nel 1442, oggi conosciuta per l’obelisco di San Domenico posto al centro della piazza, la Cappella Sansevero con l’irresistibile “Cristo Velato”. Subito dopo eccovi giunti a San Gregorio Armeno, la Via dei Presepi, una delle strade più celebri di Napoli.


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Alla fine di San Gregorio Armeno s’incrocia il Decumano maggiore, via dei Tribunali, dove troverete l’affascinante Chiesa di San Lorenzo Maggiore, importante espressione di arte gotica in Italia. Ad angolo con via dei Tribunali, in vico Fico al Purgatorio c’è la statua di bronzo di Pulcinella, dono dell’artista Lello Esposito alla città. Tra le figure più fotografate del centro storico, si narra che poggiando la mano sul naso a becco della maschera si allontani la cattiva sorte. Considerando che siete in zona, da piazza San Gaetano, non vi perdete la Napoli Sotterranea, un'antichissima rete di strade e cunicoli sotterranei, scavati dai greci per estrarre il tufo e rafforzare le mura della città. Infine, lungo la via omonima, c’è da visitare necessariamente il Duomo di San Gennaro, vero e proprio capolavoro monumentale, con pianta a croce latina a tre navate e cappelle laterali. In controfacciata sono collocati i sepolcri degli Angioini. Le navate sono separate da otto pilastri per lato su cui poggiano grossi archi gotici che sostengono il tetto a capriate coperto da un soffitto ligneo cinquecentesco, intagliato e dorato. Non perdete la visita della cappella del tesoro di San Gennaro, gioiello di arte e architettura mondiale, che custodisce il sangue del Santo Patrono di Napoli.


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Tra i Musei da visitare assolutamente c’è il Museo Archeologico Nazionale, che vanta il più ricco e prezioso patrimonio di opere d'arte d’interesse archeologico in Italia e il Museo di Capodimonte, che espone opere di maestri come Tiziano, Botticelli, Raffaello, Caravaggio, con la stupenda “Flagellazione di Cristo” e molti altri. Inoltre, una sezione del museo è dedicata ad artisti di età moderna e contemporanea con opere, fra gli altri, di Warhol, maestro della Pop Art, Jodice e Burri.

Irresistibile è la passeggiata sul lungomare Caracciolo, dove ci sarà ad accogliervi Castel dell’Ovo, uno dei castelli più antichi di Napoli e prende il nome dalla leggenda che vuole che Virgilio abbia posto nei suoi sotterranei un uovo la cui rottura poteva causare una serie di sciagure per la città. Proseguendo la passeggiata possiamo ammirare Piazza del Plebiscito, luogo simbolo di Napoli, il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale e il Maschio Angioino, dove sono meritevoli di visita la cappella Palatina e la sala dell'Armeria.


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Dopo aver degustato un ottimo caffè al “Gambrinus”, storico locale tra i primi dieci Caffè d'Italia che conserva al suo interno stucchi, statue e quadri della fine dell'Ottocento realizzate da artisti napoletani. Tra queste vi sono anche opere di Gabriele D'Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. A seguire è obbligatorio fermarsi vedere la maestosa Galleria Umberto I, capolavoro in stile liberty costruita tra il 1887 e il 1890.


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Per gli spostamenti in città è doveroso utilizzare la “Metro dell’Arte”, progetto per rendere più accoglienti e piacevoli i luoghi della mobilità pubblica, rendendo accessibile a tutti la bellezza di alcune tra le più belle opere dell’arte contemporanea. La più bella è sicuramente la stazione di Toledo, un grande cono che attraversa in profondità tutti i livelli della stazione, tanto da vincere il premio di stazione più bella d’Europa. 


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Se avete previsto un soggiorno lungo a Napoli, suggerita un’escursione ai Campi Flegrei, luogo d’interesse sia artistico sia naturalistico. Da vedere: il Parco Archeologico di Cuma con la grotta della Sibilla, l’acropoli di Pozzuoli con i templi di Augusto, di Nettuno e le necropoli, le terme di Baia e la città sommersa che si può visitare a bordo di una barca, l’Anfiteatro Flavio, il terzo più grande in Italia, con il percorso archeologico sotterraneo, l’oasi WWF nel Cratere degli Astroni e la “Casina Vanvitelliana”, un affascinante casino di caccia ubicato su un'isoletta del Lago Fusaro, nel comune di Bacoli.


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Se siete alla ricerca di forti emozioni e sensazioni, allora un'escursione a Pompei e a Ercolano rappresenta un'esperienza irrinunciabile per chi si trova a Napoli, magari aggiungendo la salita al cratere del Vesuvio. Un comodo treno della Circumvesuviana, sempre pieno di pendolari, turisti e borseggiatori, collega Napoli, Ercolano, Pompei e Sorrento.



Che cosa mangiare a Napoli? La pizza!


La pizza Margherita è il piatto napoletano più famoso nel mondo. Ingredienti semplici e genuini: impasto di farina condito con salsa di pomodoro, olio d’oliva, basilico fresco e mozzarella di bufala. Tutto qui! Inventata a Napoli nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito che desiderò creare un piatto che rappresentasse i colori della bandiera italiana, dedicandolo all’allora regina Margherita di Savoia.

Napoli, capitale gastronomica e culla dello street food, ha lunga tradizione di cibi di strada, avvolti nei classici “cuoppi”. E’ la patria del caffè, della pizza, della sfogliatella, riccia o frolla, dei taralli e del babà. Ottima è anche la trippa, frattaglia ricavata dalle diverse parti dello stomaco del bovino, con l’immancabile ’pere e ‘o musso, ossia il piedino e il muso di maiale. La nascita di tale pietanza narra che durante la dominazione francese nel Regno di Napoli il popolo si radunava al Maschio Angioino in attesa che i ricchi dessero loro quel che rimaneva, le interiora degli animali, alla fine dei loro lussuosi banchetti. Un altro piatto forte della cucina partenopea sono gli spaghetti o gli scialatielli con vongole e frutti di mare. Un altro trionfo del sapore di Napoli è rappresentato dall’impepata di cozze. Si racconta che il Re Ferdinando I di Borbone andasse particolarmente ghiotto di questa pietanza dal gusto forte, poiché è presente una massiccia quantità di pepe o peperoncino.


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